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Questione di priorità….

I desideri dettano le nostre priorità, priorità plasmano le nostre scelte, e le scelte determinano le nostre azioni. (Dallin H. Oaks)

 

Nello sport di squadra ci sono dei fattori che fanno la differenza rispetto agli sport individuali, uno di questi è la condivisione degli obiettivi e la priorità che viene assegnata ad essi.

Per essere un gruppo vincente è necessario che tutti gli elementi del gruppo remino nella stessa direzione e con la stessa intensità, non è sufficiente condividere la stessa strada perché sicuramente all’interno di una competizione altre squadre si sono poste lo stesso obiettivo e faranno tutto ciò che è necessario per arrivare davanti.

Sono proprio le priorità a fare la differenza e le priorità creano la motivazione associata al raggiungimento dell'obiettivo.

All’interno di una squadra potrebbero esserci atleti che svolgono l' attività sportiva con fini diversi, magari solo per passare una domenica con gli amici oppure altri che lo fanno a livello agonistico o altri ancora lo fanno semplicemente come hobby.

 Queste persone ad esempio potrebbero avere i seguenti obiettivi:

  1. Divertirsi
  2. Partecipare
  3. Vincere

La differenza FONDAMENTALE  che permette il raggiungimento di un risultato di squadra è l’ordine in cui si vogliono realizzare questi obiettivi, quale di questi è più importante raggiungere, quale è il focus su cui è indirizzato il gruppo?

Sicuramente vi sarà capitato di assistere a scene in cui un elemento della squadra discute con un suo compagno  per accadimenti che sembrano sciocchi visti da fuori oppure a cercare le cause per capire perché ci sono squadre potenzialmente vincenti a livello tecnico che non raggiungono mai la vittoria.

Le risposte sono da cercare proprio nella definizione degli obiettivi e delle priorità all’interno della squadra.

Quando gli elementi che compongono una squadra giocano con motivazioni diverse è palese che l’intensità e la direzione degli sforzi siano poco efficienti e naturalmente questo porterà al mancato obiettivo della squadra o di qualche membro di essa.

L’errore più grande che si possa fare è credere che il compagno di squadra pensi ed agisca come facciamo noi, che per lui siano importanti le stesse cose importanti per noi, che la preparazione fisica e mentale precedente alla gara sia stata la stessa.

Gli allenatori sanno bene che non è così, per questo motivo parlano e agiscono in maniera diversa con gli atleti che hanno a disposizione e gli allenatori che non modificano il proprio stile di comunicazione in base all’interlocutore sono destinati ad avere sempre qualche grana da gestire all'interno dello spogliatoio.

Un buon allenatore deve sapere come motivare la sua squadra proprio in funzione delle priorità del gruppo, se una squadra vuole essere competitiva e vincente la priorità numero uno deve essere la stessa per tutti.

Oltre alle doti tecniche un allenatore deve possedere le competenze per essere un grande motivatore, chi però non considera questi aspetti ha le competenze per essere solo un gran demotivatore.


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