Parole parole parole…
Nanni Moretti in un celebre film "Palombella rossa" faceva dire al suo protagonista:" Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!"
Il punto è che si trascura il potere che le parole hanno su noi stessi e sugli altri.
Spesso ci troviamo a pronunciare parole o frasi in maniera automatica senza riflettere sul significato intrinseco che esse hanno.Le parole sono uno degli strumenti con cu il cervello percepisce la realtà e sono lo stesso strumento con cui successivamente comunichiamo la nostra realtà all'esterno.Tutti i passaggi intermedi tra questi due momenti sono elaborazioni delle informazioni che attraverso modifiche, cancellazioni e generalizzazioni cambiano la realtà percepita inizialmente.
Ogni persona ha i propri filtri (modello del mondo) con cui elabora le informazioni e questo è uno degli aspetti che viene preso in considerazione solo da alcuni durante una conversazione o durante una discussione; la stessa parola per due soggetti può avere una valenza o addirittura un significato diverso.
Quante volte ti è successo di dire durante un incontro: "Forse mi sono spiegato male" oppure "non intendevo questo"?
Lo stesso errore che facciamo con gli altri, lo facciamo anche con noi stessi, ma non ci diciamo "forse mi sono spiegato male", andiamo avanti così ed ogni volta che ci spieghiamo male inviamo delle informazioni sbagliate al nostro cervello, queste informazioni si consolidano e diventano convinzioni depotenzianti che ci limitano nelle scelte.
Quando parliamo a noi stessi, attiviamo un dialogo interno, sentiamo quella vocina che spesso è depotenziante perchè riflette quelle convizioni che ci sono state inculcate, probabilmente durante il periodo dell'imprinting, da chi avevamo intorno, genitori, parenti, amici, insegnanti. Ci portiamo dietro le ansie, le paure, le preoccupazioni relative a certi luoghi, verso certe persone oppure verso fantomatici esseri che avrebbero fatto chissà cosa, se non ci fossimo comportati bene, queste convinzioni sono ben sedimentate dentro di noi e sono proprio quei filtri che vanno a modificare la percezione della realtà.
Cosa possiamo fare?
Impariamo a comunicare con noi stessi in maniera diversa, più utile, più furba, più efficace.
Mettiamoci nella condizione di sistemare queste situazioni pregresse, iniziamo a modificare le parole che usiamo con noi stessi, diventiamo più tollerabili verso di noi, ogni tanto, senza esagerare, rendiamola facile.
Ci sono alcune parole magiche che aiutano a fare questo tipo di attività.
Immaginiamo di trovarci in una situazione che si ripete spesso:"In questa situazione non so mai cosa succede!!" partendo dal presupposto che questa è un' affermazione falsa in quanto in realtà una cosa che succede la sai…sai che non sai mai cosa succede…potresti modificare questa tua affermazione in questa maniera" Il bello di questa situazione è che non so ancora cosa succede"
Il significato è lo stesso ma la sensazione che ti suscita la seconda frase come cambia?
L'utilizzo di parole come ancora o per ora cambiano la percezione di un'affermazione, controlla te stesso ora dicendo ad alta voce:" Non ce la faccio a correre per 30 minuti consecutivi".Ora sempre ad ad alta voce ripeti la frase:" Non ce la faccio a correre per 30 minuti consecutivi, ancora".
Hai visto come cambiano le prospettive?
La prima frase suonava come una sentenza inappellabile della cassazione, è così e basta! Nella seconda invece la sensazione si è trasformata in una situazione potenziale da realizzare, più leggera.
Abbiamo aggiunto solo una parola, abituati ad aggiungerla in ogni situazione che ritieni essere troppo grande per te.
Ascoltati mentre parli con te e con gli altri, ti accorgerai del senso vero che hanno le parole che usi e del significato che hanno per te.
Se abbiamo una bocca e due orecchie un motivo ci sarà no?
Buon ascolto e se quello che senti non ti piace…cambialo!

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